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      Mutuo prima casa per gli under 36

      Non servirà più un anticipo per aprire un mutuo, a fare da garante ci penserà lo Stato. La soluzione dovrebbe entrare in un prossimo decreto legge, come annunciato dal premier Mario Draghi illustrando alla Camera dei deputati il programma per il Recovery Plan che sarà inviato a Bruxelles per ottenere circa 200 miliardi destinati all’Italia.

      La novità è che ora dovrebbero potervi accedere i giovani under 36 per comprare una casa con un mutuo pari al 100% del valore dell’immobile senza dover versare in anticipo il 20% del valore, perché a sua garanzia interverrà lo Stato, forse erogando direttamente il contributo oppure con una garanzia presso le banche che consentirà loro di erogare finanziamenti per l’intero valore dell’immobile. Una soluzione a sostegno dei giovani che si affianca a quelle previste dal Recovery Plan italiano a favore di questo target della popolazione (dall’assegno unico al programma per il potenziamento degli asili nido e dell’edilizia sociale).

      Il costo delle abitazioni ha raggiunto prezzi insostenibili per molti lavoratori e lavoratrici giovani in rapporto ai salari correnti, ammesso che abbiano un lavoro stabile a tempo indeterminato per ottenere il prestito. Nel 1962, in pieno boom economico, un giovane operaio con uno stipendio di 50mila lire al mese poteva comprare un appartamento a Roma in un quartiere residenziale destinando il 50% della sua retribuzione all’acquisto dell’immobile di proprietà nell’arco di 21 anni, ovvero con proiezione di un mutuo ventennale. Nel 1972 gli sarebbero bastati 19 anni. Oggi, invece, un giovane che guadagna 1.600 euro – con un lavoro fisso – impiegherebbe 41 anni: la sua intera vita lavorativa, in sostanza, senza considerare la difficoltà di riuscire ad avere il cosiddetto posto fisso già prima dei 30 anni di età. 

      L’obiettivo delle soluzioni previste nella bozza attuale del decreto Sostegni bis è favorire l’autonomia abitativa dei giovani, e la strada che il decreto in via di approvazione prende in considerazione è (anche) quella che passa da agevolazioni in materia di imposte indirette per l’acquisto della “prima casa di abitazione” da parte di acquirenti che non hanno ancora compiuto 36 anni nell’anno in cui l’atto viene stipulato. In particolare, queste persone vengono esonerate dal pagare l’imposta di registro e quelle ipotecaria e catastale. Le agevolazioni si applicano agli atti stipulati nel periodo compreso tra la data di  entrata in vigore del decreto Sostegni bis e il 31 dicembre 2022.

      L’agevolazione si applica agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione, ad eccezione di quelle di categoria catastale A1 (Abitazioni di tipo signorile), A8 (Abitazioni in ville) e A9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), e agli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse.

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